Commissione UNESCO Beni Culturali

Commissione UNESCO - Beni Culturali

Conservazione e Restauro di Beni Artistico Culturali

Domenico Savi

La Fuga in Egitto

Chiesa di Santa Maria Annunciata di Viadana

L’ultimo service dell’anno rotariano 2023-2024, il restauro di una tela di Domenico Savi della chiesa di Santa Maria Annunciata a Viadana raffigurante Il ritorno dalla fuga in Egitto, si inserisce nell’ambito del programma di restauro e valorizzazione dei beni artistici e storici del territorio iniziato in forma strutturata nel 1990.

L’intervento su questo dipinto segue quello di tre anni fa riguardante la pala di Marcantonio Ghislina della chiesa della Beata Vergine di Commessaggio: il recupero di testimonianze pittoriche di artisti locali, nel caso di Marcantonio Ghislina un casalasco del Settecento, nel caso di Domenico Savi un pittore viadanese del Seicento.

Entrambi gli interventi sono stati effettuati dal restauratore Marco Sanguanini di Rivarolo Mantovano per concessione della Curia di Cremona e sotto il controllo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova.

Del pittore si hanno poche notizie, principalmente trasmesse da Luigi Parazzi, presbitero e letterato viadanese del XIX secolo. Si sa che nacque a Portiolo, frazione di San Benedetto Po, nel 1639, e che morì ventinovenne a Viadana nel 1658. La giovane età giustifica anche una produzione sostanzialmente limitata alle chiese di Viadana e di Sabbioneta.

Per Santa Maria Annunciata dipinse anche i Misteri del Rosario, altri dipinti gli furono commissionati dal soppresso convento degli Agostiniani per la chiesa di San Nicola da Tolentino e ora si trovano in San Martino. La cultura emergente dai suoi quadri è decisamente eclettica, risentendo ovviamente dell’arte cremonese (Viadana è sempre stata diocesi di Cremona) ma attingendo anche ad altre fonti.
Entrando nella chiesa, l’opera si trova nella controfacciata destra, guardando dall’esterno a livello della lesena interposta fra il portone centrale. Dal lato opposto è appeso il pendant, un Sogno di Giuseppe purtroppo mutilo di una parte tagliata da un vandalo che ne ha asportato un personaggio.

Guardando i due dipinti, stimammo che il primo avrebbe dato sicuramente più soddisfazioni sia dal punto di vista conservativo sia dal punto di vista della fruizione estetica. La scelta cadde quindi sul Ritorno dalla fuga in Egitto a discapito del Sogno di Giuseppe.
Facendo un minimo di ricerca, mi è stato possibile risalire al prototipo, un dipinto dal pittore cinque-seicentesco genovese Giovanni Battista Paggi per la chiesa di Santa Maria degli angeli a Firenze, un’opera ora in deposito alle Gallerie fiorentine.


Questa pala ottenne un certo successo, venendo replicata anche in dipinti da cavalletto e da devozione privata. Ne ho trovati diversi esempi, uno è conservato nei depositi dei Musei di Strada Nuova a Genova, altri sono passati sul mercato dell’arte. Ne ho segnalati due, entrambi attribuiti al Paggi, uno con lo stesso formato centinato, molto aderente al modello e verosimilmente realizzato a Genova, un secondo di migliore qualità, dipinto probabilmente da un pittore fiorentino nella prima metà del Seicento, come dimostra la fisionomia dell’angelo in secondo piano.

Tornando a Domenico Savi, un artista morto giovane che probabilmente visse tutta la sua breve esistenza a Viadana nei dintorni senza potersi recare a Genova o Firenze, egli poté desumere il modello del Ritorno dalla fuga in Egitto da un’incisione, proponendolo classicamente in una versione speculare resa orizzontale alla bisogna. Rispetto al prototipo verticale, sono stati eliminati gli angeli in alto e aggiunti lateralmente a destra un paesaggio con una casupola e a sinistra un albero.

Gianluca Bocchi