Premio Nazionale Toson d'Oro
21 Maggio 2026 - Conferimento della decima edizione del premio a Gigi Buffon
Una bella giornata di festa, di popolo e di tifosi, l’esaltazione dei valori inalienabili dello sport e della vita, la celebrazione di un grande sportivo di fama mondiale.
È stata tutto questo, nella giornata del 21 maggio, la consegna del prestigioso premio Toson d’Oro a Gianluigi Buffon, uno dei portieri più amati e più forti di sempre, passato alla storia per le grandi imprese tra i pali e per le riconosciute prerogative umane. Il tripudio è iniziato sulla marmorea scalinata del palazzo ducale di Sabbioneta, dove il campione è stato letteralmente sommesso dai tanti fan, soprattutto giovani, tra grandi sorrisi, ovazioni, maglie juventine ma anche interiste e milaniste, foto ed autografi.
All’interno del gioiello architettonico si è tenuta poi la cerimonia di consegna, coordinata dal presidente Stefano Bozzetti, del riconoscimento istituito dal Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta, la cui storia è stata raccontata da Gianluca Bocchi.
Gremito il teatro: tra i tanti presenti, i sindaci di Casalmaggiore e Viadana, Filippo Bongiovanni e Nicola Cavatorta, il vice sindaco sabbionetano Franco Alessandra, il comandante dei carabinieri Mauro Labriola, il direttore della Gazzetta di Mantova Corrado Binacchi, la governatrice del Distretto 2050 Annalisa Balestrieri. A fare gli onori di casa, il sindaco della Piccola Atene Marco Pasquali, che si è detto emozionato nell’ascoltare l’Inno d’Italia alla presenza di Gianluigi. Tanti gli argomenti affrontati nell’intervista di Francesca Strozzi, spesso interrotta da calorosi e sinceri applausi: il calcio, la Juve, la Nazionale, i traguardi ed i primati, lo sport come scuola di valori, gli allenatori ed i compagni di squadra, gli insegnanti, gli affetti familiari, le fragilità ed il futuro.
Prima di ricevere il prezioso monile, Buffon, scherzando, ha ringraziato il Rotary “per avere deciso, quest’anno, di abbassare il livello e la qualità del premio”. Il fuoriclasse, definito «un simbolo positivo», ha annunciato di essere in partenza per il Madagascar per partecipare al più grande evento buddista del mondo, ha elogiato la moglie Ilaria d’Amico “che ha lavorato molto su di me con grande amore”, ha spiegato di essere sincero, di non credere nei miti ma negli uomini veri, di essere autoironico, con pochi fronzoli e pochi filtri, di non mettersi limite al futuro, che comunque vede con sua moglie, ed al cuore. Ha poi affermato che le donne sono migliori degli uomini, che le difficoltà esistenziali non devono essere nascoste, ma vanno sdoganate e combattute. Ed ancora ha raccontato di non essersi affezionato ad una parata particolare ma di amare ogni uscita ed ogni rinvio, che la Juve di oggi necessita di un nuovo progetto e di una buona semina, che indossare la maglia della Nazionale ha significato per lui rappresentare i tifosi di tutte le squadre, dismessi i tanti colori delle maglie. “Per me – ha poi sentenziato – l’amicizia è sacra e per certi versi anche più importante dell’amore”. “Per la terza volta – ha proseguito – l’Italia non si è qualificata ai Mondiali. Tante sono le ragioni, ma va capito che gli avversari sono diventati più forti”. “Lo sport – ha ammesso – mi ha insegnato a combattere con me stesso, a migliorarmi. Oggi sto bene al mondo”. (r.m.)
Al termine dell’appuntamento pubblico, Buffon ha raggiunto i soci a Viadana, presso la Sala Saviola, come sempre messa a disposizione dalla preziosa socia Lea. Il “portierone” si è concesso a selfie, chiacchierate, domande e confidenze, confermando l’affabilità e la sincerità già dimostrate a Sabbioneta.
Una splendida giornata, perfettamente organizzata dal presidente Bozzetti e dal suo staff, Mario Fazzi in testa: grazie a tutti!

