
Anno Rotariano 2018 2019
Gita a Alba
Una gita fra profumi, sapori, storia e soavi visioni collinari quella organizzata dal Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta il 24 e 25 novembre ad Alba, nel cuore delle Langhe, patrimonio mondiale UNESCO.
Un grande successo di partecipazione che ha visto il pullman e l’hotel Cà del Lupo a Montelupo Albese completamente occupati dai soci del Club e dai lori amici, accolti nelle stanze da un “dolce” omaggio di benvenuto.
Se l’obiettivo dichiarato era quello di visitare la celeberrima Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, i collaterali a questo evento sono stati studiati nei minimi particolari e hanno contribuito a rendere gradevolissima questa trasferta piemontese.
Dopo una visita al duomo di Alba, light lunch al Ristorante Museum, vincitore di una puntata dei giovani ristoratori delle Langhe della trasmissione 4Ristoranti di Alessandro Borghese. Ambiente ipogeo di charme, murature in laterizio e pietra, nel cuore più antico della città romana di Alba Pompeia, a fianco dell’isolato dove si trovava l’antico Tempio.
La visita alla Fiera è stata un concentrato di profumi e sapori che, oltre a rappresentare per molti un’occasione di acquisto, ha introdotto ai piaceri di una cena magistralmente preparata dal Ristorante Cà del Lupo, nella quale l’hanno fatta da padrone i tesori delle Langhe: vini e tartufi (eccezionali i tajarin al tartufo bianco, accolti con un bis da quasi tutti i presenti!).
Serata senza ufficialità e priva di cerimoniali ma pienamente rotariana per il previsto arrivo di una delegazione del Rotary Club di Alba che, presente a una convivale del suo Rotaract in una sala attigua, è venuta a portare il suo saluto. Doppio lo scambio di labaretti che il Presidente Gianluca Bocchi ha effettuato prima con il Rotary locale e poi con il Rotaract Alba Langhe e Roero, ricordando un gemellaggio istituito nel 2010 e dichiarando l’intenzione dei nostri giovani di riattivarlo.
La seconda giornata si è aperta ancora con il sole e con la vista delle colline albesi sulle quali si affaccia l’hotel.
La visita alla ex tenuta reale di Fontanafredda, ora acquistata dal gruppo Eataly, ha permesso di apprezzare quanto la storia del vino sia strettamente legata a quella della famiglia Savoia, nello specifico a Vittorio Emanuele II che donò la tenuta alla Bela Rosina, dapprima sua amante, poi sua sposa dopo il decesso della prima moglie. Lo sviluppo sociale, agricolo ed economico della tenuta, divenuto nel giro di qualche decennio un vero e proprio borgo abitato da circa 500 persone, si deve al figlio maschio nato da questo matrimonio morganatico, Emanuele Alberto, conte di Mirafiore (illustrato in una foto d’epoca disteso a terra e incoronato di pampini d’uva come un novello Bacco neocaravaggesco, ai nostri tempi è parso a tutti un impressionante clone di Matteo Renzi!).
Il pranzo all’Osteria Disguido all’interno della tenuta ha visto la carne cruda di fassona arricchirsi di un’imprevista, abbondante ricopertura di tartufo bianco in parte avanzato dalla sera precedente, in parte donato dal proprietario del Ristorante Cà del Lupo, squisito rotariano del Club di Alba.
Spiritosissima e accattivante l’interpretazione pomeridiana di Camillo Benso conte di Cavour fatta dall’attore Franco Urban che ci ha accolto e accompagnato nel castello Grinzane, illustrandoci brani sconosciuti di storia e di realtà sociale ottocentesca attraverso raccolti e manufatti dell’epoca.
Foto di gruppo di fronte al castello prima di risalire in pullman per il rientro a casa verso le 21,00 serali. Un grande ringraziamento a Francesca Zavatto e a Mario Fazzi per l’inappuntabile organizzazione.


