
Anno Rotariano 2008 2009
Gita a Stoccolma
Era vivo il desiderio di conoscerla!
Oltre tutto bisognava verificare come sono le famose Svedesi che, un tempo, prima che fossero di moda le Brasiliane, erano l’oggetto del desiderio del maschio italico. Beh, deludenti, troppo alte, troppo pallide, poco competitive in un ‘epoca di “velino-cultura”…!
Oltre all’aspetto somatico, era vivo il desiderio di conoscerla dal punto di vista propriamente geografico.
SORPRENDENTE. La città si estende su 14 isole, ciascuna con la propria identità professionale. E’ collegata con una serie di ponti e strade che noi poveri tapini della “bella Italia” possiamo solo vagheggiare. L’erba del vicino è sempre più verde? Verissimo in questo caso, perché di verde ce n’è proprio tanto: un terzo della città è ricoperto da coltivazioni, prati, viali alberati e parchi.
Anche l’acqua , ovviamente, domina e la ricopre per un altro terzo, tra laghi e mare; non per nulla è chiamata” la regina del Baltico”. Proprio sull’acqua la vita scorre intensamente, nelle case galleggianti che pullulano lungo i canali e sul lago. D’inverno , poi, le acque gelano e consentono di utilizzare sci e pattini non solo per divertimento, ma anche come mezzo di comunicazione.
La componente edificata occupa l’ultimo terzo. Abbiamo percorso la città in gran parte in pullman, data la particolare dislocazione , ma anche a piedi.
Rosanna , la nostra simpatica g u i d a , v i c h i n g a , sessantaseienne, con nome italiano, ci ha illustrato , con chiarezza e competenza, la città vecchia “Gamla Stan”, cuore storico di Stoccolma: abbiamo ammirato angoli suggestivi lungo le viuzze medievali, intorno al maestoso Palazzo Reale, nella Piazza Grande, teatro di importanti eventi storici e lungo la suggestiva Cattedrale. Il Cambio della Guardia che si svolge nel cortile del Palazzo, ha attirato la nostra attenzione. Fin dal XVI sec. la Guardia Reale contribuisce alla sicurezza del re e della sua famiglia. Dalle parole della guida si arguisce che questi regnanti siano molto amati, sia per la loro democratica modernità che per l’immagine di armonia che riescono a comunicare alla popolazione.
Gli Svedesi sono legati alla “corona” in tutti i sensi, infatti in occasione del referendum pro moneta europea, essi hanno optato per la vecchia divisa. Questo fatto ha creato complicazioni a qualcuno che, senza fare nomi , si è presentato in terra svedese con corone, sì, ma cecoslovacche! Con l’Euro non sarebbe successo! Con l’attraversamento di ponti da una zona all’altra, siamo giunti all’Isola del Re, ossia al Municipio. L’edificio di mattoni rossi sembra emergere dalle acque, imponente, con la sua torre massiccia sormontata da tre corone dorate: l’insegna nazionale.
E’ in questa sede che ogni anno viene allestita, nella spettacolare Sala Blu, la cena di gala, preceduta dalla consegna dei Premi Nobel, direttamente dalle mani del re.
Per gli Svedesi è l’evento solenne più atteso.
E’ stata meta di visita anche Uppsala, città molto importante per la sua antichissima Università e per la suggestiva Cattedrale.
Sabato, dopo la consueta colazione pantagruelica, ci siamo imbarcati, sotto la pioggia, per il tour in battello (per fortuna coperto). E’ stata un’ora di interessante navigazione nel canale di Djurgården, durante la quale abbiamo costeggiato isole, palazzi, musei e parchi a non finire.
Dopo un gustoso pranzo con aringa, in locale caratteristico, abbiamo raggiunto l’isola di Djurgården, un tempo riserva reale di caccia, oggi parco aperto ai cittadini. Qui sorge il Museo di Vasa. E’, a mio avviso, la cosa più spettacolare della città. Ospita l’unico galeone superstite del XVII sec., una sorta di Titanic affondato dopo solo 1300 metri di navigazione.
Costruito per realizzare il sogno di re Gustavo II Vasa, aveva richiesto tre anni di lavoro da parte di operai, falegnami, intagliatori, fabbri e cordai: il più grande veliero che si fosse mai visto. Centinaia di statue dipinte e dorate, 64 cannoni, alberi di 50 m., un prodigio di tecnologia.
Era il 10 agosto 1628, tutta l’Europa attendeva il varo, ma appena il vento gonfiò le vele, la nave, a causa di un errore di progettazione, si inclinò e affondò.
Moriva un sogno e nasceva una leggenda. Leggenda che è tornata realtà grazie al faticoso recupero del prezioso relitto avvenuto nel 1961. Nel 1990, intorno al vascello recuperato, pagina 4fu costruito un museo, meta di migliaia di visitatori che possono ammirare l’arte marinara svedese.
La giornata è continuata all’Isola di Lovon, sul lago Mälaren per visitare Drottningholm residenza della Famiglia Reale dal 1981.
Il palazzo, ricostruito nel 600 dopo un disastroso incendio, è una piacevole sintesi di sile barocco e gustaviano. L’interno lussuoso e i bellissimi giardini alla francese fanno meritare a questo luogo l’appellativo di “ Versailles svedese”.
Con questa visita si è conclusa la nostra breve vacanza. Ultimo shopping la domenica mattina e partenza per l’aeroporto di Arlanda.
Un consiglio: predisporre sempre anche un bagaglio a mano. Chi c’era intende, chi non c’era può immaginare. In ogni caso tutto è bene ciò che finisce bene.
Un ringraziamento particolare al Dr.Maestrini, “capo-gruppo” nel tragitto Viadana-Casalmaggiore e per tutto il resto del viaggio, al Presidente e organizzatore Giovanni Bovis!

